| L'olio d’oliva è un condimento liquido, che si produce con la spremuta delle olive.
Il suo sapore cambia a seconda della quantità di olive utilizzate.
La spagna è il maggior produttore di quest’alimento, seguita dall’Italia e dalla Grecia.
Per la prima volta comparì a Roma intorno al 100 a.C., e venivano prodotte spremendo le olive in contenitori di pietra e pestate con bastoni robusti.
In quel periodo era soprannominato ooe verde , e fu anche oggetto di discussioni e trattati “nell’arca olearia”. Autori come Plinio e Columella hanno scritto circa i metodi di coltivazione adottati dai romani e tra questi il modo con cui venivano scelti gli ulivi migliori. Al tempo l’olio di oliva era diviso in 5 categorie:
- "Ex albis ulivis", ricavato dalle olive verdi;
- "Viride”,ricavato dalle olive che stavano annerando;
- "Maturum”, ricavato da olive mature;
- "Caducum", ricavato dalle olive raccolte sul terreno;
- "Cibarium", ricavato con gli scarti delle olive, spesso bacate.
Era difficile da conservare e per questo si preferiva avere le olive e prepararlo quando serviva.
Aveva un prezzo elevato al punto che Giulio Cesare si faceva recapitare litri di olio come tributo dai cittadini, e i contadini che lo coltivavano erano esonerati dalla leva militare.
Quando però nel terzo secolo ci fu un periodo di crisi, l’italia fu costretta ad acquistare questo prodotto dalla Spagna e dall’Africa. Nel medioevo, vennero ricostituiti in Toscana , anche grazie all’aiuti della borghesia.
Nel ‘700 l’olio non veniva più utilizzato solo come condimento ma anche per alimentare le lampade ad olio e per dare energia all’industria.
Nacquero così uliveti in Umbria,Liguria e Puglia, oltre che in Toscana. Negli anni che seguirono,le malattie e il clima , distrussero gli uliveti che vennero utilizzati come legna.
Peggio fu nel ‘900 , quando la cucina Italiana fu considerata Rozza e povera preferendo condimenti nordici come burro e margarina.
Solo negli anni 80 si rivalutato l’olio con tutta la cucina italiana. |